RN 115 Ciossa Antognini – Canale Ramello – Palude di importanza nazionale

@marconembrinioikos

Progetto

La Fondazione del Parco del Piano di Magadino ha conferito allo studio Oikos Sagl di Bellinzona l’incarico della progettazione degli interventi di riqualifica della riserva naturale della “Ciossa Antognini” (no.2310), nello specifico l’area ubicata in prossimità del tratto terminale del Canale A, affluente del Canale principale sponda sinistra. L’intervento é stato finanziato da Cantone, Comuni, Confederazione e dalla Fondazione Blue Planet Virginia Böger X.X.

Il perimetro di intervento si sviluppa per una lunghezza di ca. 500 m lungo il tratto terminale del Canale A. Quest’ultimo nasce come  ramificazione del Canale principale sponda sinistra all’altezza dell’abitato di Sant’Antonino e scorre per circa 5.5 Km lungo il margine meridionale del Piano di Magadino, prima di confluire nuovamente all’interno del Canale principale sponda sinistra proprio all’interno della riserva naturale della Ciossa Antognini. Il bacino imbrifero del Canale A ha una superficie di ca. 11 Km2 e raccoglie le acque dei diversi pendii del versante settentrionale della cresta che dal Monte Ceneri porta ai Monti del Tiglio, sopra Sant’Antonino.

Con il sostegno finanziario di

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L’obiettivo generale del presente mandato è la pianificazione di interventi per la valorizzazione dei contenuti naturalistici della palude e della sua funzione ecologica a medio-lungo termine, in particolare:

Risanamento del deficit ecomorfologico che caratterizza un tratto del Canale A.

Ripristino della vocazionalità palustre dell’are di progetto.

Bonifica del comparto dalla presenza di neofite invasive.

Valorizzazione e ripristino della vegetazione tipica della fascia ripariale.

Miglioramento strutturale delle superfici agricole adiacenti.

Incremento del valore fruitivo e paesaggistico.

Stato prima degli interventi: problematiche

Dall’analisi dei dati ecomorfologici (UFAM, 2004), si evince come il tratto di Canale A ubicato all’interno della Ciossa Antognini conservi un certo grado di naturalità, collocandosi in II classe ecomorfologica (“poco compromesso”). Persistono, tuttavia, alcuni deficit, dovuti principalmente alla sezione trapezoidale dell’alveo, alla variabilità trasversale e longitudinale nulle e alla presenza di elementi in duro localizzati al piede di sponda. La rettifica di questo canale e il contenimento delle piene all’interno delle rigide arginature, ha altresì limitato eccessivamente la sua funzione quale elemento di dinamica alluvionale e quindi di rigenerazione degli ambienti ripariali e palustri associati.

A seguito degli interventi di bonifica e canalizzazione operati nel corso del XX Secolo si è assistito a una perdita di superfici occupate da lanche e altri biotopi umidi all’interno della palude Ciossa Antognini. Come conseguenza, è via via aumentata nel corso degli anni la superfice boscata a scapito delle zone palustri e degli ambienti igrofili caratterizzati da vegetazione tipica. Anche il progressivo abbassamento della quota della falda contribuisce ad un’evoluzione negativa degli ambienti palustri. Queste zone si sono progressivamente interrate, riducendone il loro valore ecologico e funzionale quale hotspot di specie vegetali e animali di questi ambienti. Parallelamente si è assistito a una generale banalizzazione degli habitat presenti.

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Obiettivi specifici del ripristino ambientale

Di seguito vengono riportati i diversi criteri alla base della progettazione degli interventi di rivitalizzazione della Ciossa Antognini:

Descrizione degli interventi

Creazione di un bypass sulla sponda sinistra e canali laterali
Dissodamenti temporanei
Gestione materiale di scavo
Vagliatura e frantumazione del materiale di scavo contaminato da rizomi del poligono del Giappone
Strutturazione dell'alveo con soglie, pennelli e deflettori
Opere di rinverdimento con messa a dimora di arbusti rigorosamente autoctoni
Bonifica del comparto dalle neofite invasive
Riqualifica agricola
Strutturazione delle sponde per favorire la colonizzazione degli ambienti
Opere di ingegneria naturalistica per la fruizione (passerella didattica)
Elettrodiserbo contro i focolai di poligono del Giappone
Gestione del suo riqualificato (primi 3 anni dalla semina)
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PROGETTO DEFINITIVO