Palude Vigna Lunga Trebbione – importanza nazionale

Palude Vigna Lunga Trebbione – importanza nazionale
Palude Vigna Lunga Trebbione – importanza nazionale
Palude Vigna Lunga Trebbione – importanza nazionale
Palude Vigna Lunga Trebbione – importanza nazionale

Con il sostegno finanziario di

 

La Fondazione Parco del Piano di Magadino ha conferito allo studio Oikos – Consulenza e ingegneria ambientale Sagl di Bellinzona, l’incarico della progettazione di interventi di valorizzazione della palude d’importanza nazionale Vigna Lunga-Trebbione, oggetto nr. 2305. L’intervento é stato finanziato da Cantone, Comuni, Confederazione e dalla Fondazione Blue Planet Virginia Böger X.X.

La riserva naturale Vigna Lunga-Trebbione, rappresenta quanto rimane di una vecchia lanca del fiume Ticino. L’area protetta si sviluppa tra l’argine insommergibile e il canale principale di sponda sinistra che ne delimita il limite meridionale. Il restante perimetro è caratterizzato da prati da sfalcio e arativi. Un piccolo laghetto di origine antropica è presente al centro della riserva, mentre un’importante superficie, situata nella parte ovest, è stata convertita in un deposito di materiale vegetale e in un piazzale sterrato.

L’obiettivo generale del presente mandato è la pianificazione di interventi per la valorizzazione dei contenuti naturalistici della palude e della sua funzione ecologica a medio-lungo termine, in particolare:

  • il recupero dei canneti e dei cariceti
  • la valorizzazione del bosco igrofilo a frassino e ontano nero
  • il ripristino dei siti di riproduzione del tritone crestato
  • la lotta alle neofite invasive
  • l’inserimento di elementi naturali per favorire la fauna erpetologica e per ripristinare le connessioni ecologiche
  • recupero paesaggistico

Stato prima degli interventi: problematiche

In generale nella palude si è osservato un progressivo interramento degli ambienti palustri, con conseguente sostituzione delle specie igrofile con specie mesofile e ruderali, portando ad una banalizzazione della diversità di habitat e di flora. Questo processo ha riguardato sia le superfici forestali sia quelle aperte ed è stato aggravato dalla penetrazione e diffusione di neofite invasive, quali il bambù (Phyllostachis viridiglaucescens), che forma popolamenti monospecifici, e la balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera), molto diffusa in tutti i tipi di habitat ad eccezione di quelli forestali più chiusi ed in ombra. Tale stato di degrado veniva già evidenziato nella scheda RN 297, “La qualità della riserva naturale è giudicata insufficiente. La presenza di ampio settore distrutto, l’assenza di fasce cuscinetto trofiche, il forte grado di interrimento e la presenza di uno specchio d’acqua poco funzionale per la riproduzione della fauna anfibia (presenza di pesci), sono elementi fortemente penalizzanti. Inoltre, la gestione del canale di bonifica che attraversa la riserva non è adeguata alle finalità di conservazione della natura.” “L’attuazione di misure di rivitalizzazione è giudicata alta.”

Obiettivi specifici del ripristino ambientale

L’area di progetto si trova all’interno di una zona di grande vocazione naturalistica, paesaggistica e agricola, definita agroecosistema. Il progetto di ripristino deve tenere conto di questi aspetti nella definizione delle modalità e delle finalità degli interventi, così come degli obiettivi specifici in termini di ambienti e specie target, di seguito elencati:

  • ripristino della serie degli ambienti umidi tipici del piano di Magadino quali cariceti (Magnocaricion), prati acquitrinosi con alte erbe (Filipendulion / Convolvulion) e canneti lacustri e terrestri;
  • ripristino di ambienti acquatici con vegetazione natante (Lemnion) quali siti di riproduzione anfibi e del bacino di Vigna Lunga-Trebbione;
  • rivitalizzazione delle pregiate formazioni forestali ad ontano nero (Alnus glutinosa) e frassino maggiore (Fraxinus excelsior), attraverso una reidratazione delle superfici (recupero di lanche e puntuali abbassamenti del terreno) e la riconversione dei robinieti;
  • valorizzazione dei margini del bosco, delle radure e degli aggregati di alte erbe, sostituendo le formazioni ad esotiche monospecifiche a bambù;
  • ripristino delle connessioni ecologiche, al fine di ricreare l’integrazione tra aree naturali e agricole, ricostituendo un agro-ecosistema funzionale.
  • attuazione di una efficace lotta alle neofite invasive, particolarmente diffuse e compenetrate in tutti gli ambienti dell’area di progetto;
  • ai fini faunistici, il recupero della naturalità del sito potrà sicuramente apportare benefici alla riproduzione di anfibi, quali la Raganella padana (Hyla perrini), la Rana verde (Pelophylax esculentus), il Tritone crestato meridionale (Triturus carnifex) e rettili, quali la Natrice dal collare elvetica (Natrix helvetica); per la fauna erpetologica si prevede anche l’inserimento di strutture terrestri
  • bonifica di depositi abusivi di materiale agricolo presenti all’interno del perimetro dell’area protetta.

Descrizione degli interventi

  • Riqualifica della sponda sud est del lago Vigna Lunga-Trebbione
  • Ripristino del sottobosco del bosco di ontano nero
  • Ripristino delle lanche nel bosco di ontano nero
  • Realizzazione di passerelle in legno
  • Ampliamento delle pozze/biotopi umidi per favorire il tritone crestato e altre specie di anfibi
  • Potatura dei grandi alberi secchi
  • Ripristino delle fasce tampone
  • Piantumazione di arbusteti
  • Ripristino della connessione ecologica con argine del fiume Ticino
  • Interramento linea aerea elettrica/telefono
  • Creazione elementi naturali per erpetofauna (rettili)
  • Sito di nidificazione per il Martin pescatore
  • Bonifica delle superfici invase da bambù
  • Bonifica nuclei del poligono del Giappone
  • Cercinatura/capitozzatura/estirpazione neofite invasive arboree
  • Conversione di un prato pingue in un prato umido inondabile
  • Estirpazione manuale di neofite invasive

Per maggiori dettagli
PROGETTO DEFINITIVO

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